Come valutare un contratto di franchising

DESCRIZIONE

Secondo il rapporto di Assofranchising 2016, lo scorso anno il fatturato del fanchising italiano è cresciuto in modo significativo (2,7%), così come sono aumentati i relativi punti vendita (1,1%). Il franchising cresce in sostanza più del Pil, eppure quando ci si affaccia a questo mondo e si decide di affiliarsi a qualcuno e di firmare un contratto, non si può procedere con leggerezza. Quali sono dunque le clausole su cui occorre concentrarsi maggiormente?
Prima di tutto bisogna prestare attenzione al patto di non concorrenza con cui l’affiliante riesce in sostanza a garantirsi la “fedeltà” dell’affiliato, anche dopo la cessazione del contratto di franchising. Questo genere di clausole devono necessariamente avere una durata temporale e una delimitazione territoriale, per tutelare non solo l’affiliato ma anche l’affiliante, altrimenti il primo potrebbe avere diritto ad un indennizzo per la limitazione della sua iniziativa economica.
Poi c’è il recesso. In caso di cattivo andamento dell’attività, l’affiliato deve garantirsi di poter usufruire di una via d’uscita indolore, che non preveda il pagamento di alcuna penale. Una “exit” gratuita serve a tutelarsi da situazioni spiacevoli.
Quindi ci sono le penali. In molti casi l’ammontare delle penali è definito senza alcun criterio logico e giuridico, senza soprattutto tenere conto del reale danno che l’affiliante potrebbe subire. Se si incontrano quindi penali con ammontari inauditi le si deve contestare subito. In occasione di eventuali contenziosi rischiano comunque di essere annullate.
Altro aspetto rilevante è quello degli obblighi dell’affiliante. L’affiliante deve presentare dettagliatamente quello che sarà il suo impegno e il suo supporto nei confronti dell’affiliato, sia in termini qualitativi che quantitativi, al fine di evitare qualsiasi falsa aspettativa. Per fare un esempio: sono previsti dei corsi di formazione? Se sì, è meglio farsi specificare la loro durata, il luogo in cui si svolgeranno e chi sarà a condurli.
Infine, l’ultima clausola su cui soffermarsi è quella della durata. In questo caso non esiste una regola precisa, e i contratti di franchising possono durare mediamente tra 3 e 9 anni. Quello che tuttavia deve emergere per capire se la durata del contratto è considerabile ragionevole è quanto tempo sarà necessario all’affiliato per raggiungere il break even e poi il ritorno dell’investimento.

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2017-09-03T10:21:54+02:003 Settembre 17|Focus|