Come aprire un negozio di distributori automatici

distributori automatici

DESCRIZIONE

È un’attività che produce sempre reddito, 24 ore su 24. Non richiede delle competenze specifiche e neppure un’esperienza pregressa, inoltre impegna per un tempo relativamente ridotto. E il business cresce, cresce di anno in anno. Stiamo parlando dei negozi di distributori automatici.
Partiti un po’ in sordina e relegati, fino a qualche anno fa, solo nelle stazioni ferroviarie, negli uffici e negli ospedali, i distributori automatici cominciano ad avere oggi una diffusione capillare, specie all’interno di negozi interamente automatizzati. Ma come si apre un’attività di questo tipo?
Aprire uno store richiede prima di tutto una buona conoscenza del mercato. Con un distributore automatico si può vendere di tutto: dvd, videogiochi, sigarette, alimenti, bevande e tanti altri prodotti, ma bisogna conoscere i trend del momento. Capire che cosa è richiesto e cosa no (in questo momento, per esempio vanno molto forte gli accessori per animali), per poi individuare, una volta identificata la tipologia di cliente, l’area idonea per aprire il negozio. Generalmente i punti migliori sono le fermate delle metropolitane, o comunque le zone con un forte passaggio pedonale. Da evitare invece le aree periferiche e tutti i punti in cui c’è un certo passaggio automobilistico.
Una volta individuata la zona e trovato il negozio da affittare (occhio al prezzo dell’affitto perché è forse il costo che più incide sulla tenuta del business), basta soltanto cercare uno dei tanti fornitori di distributori automatici e comprare le macchine.
L’investimento richiesto in termini finanziari può variare molto, anche in funzione della tipologia di merce venduta. Così se per acquistare un unico distributore può bastare qualche migliaio di euro, per attrezzare un intero negozio se ne possono spendere anche un centinaio. Quello che invece risulta limitato è l’investimento necessario in termini di tempo. Allestito il negozio e acquistati i distributori, sarà sufficiente recarsi sul posto un paio di volte a settimana, per rifornire le macchine, e qualche altro eventuale giorno nel caso si necessitino degli interventi di manutenzione.
Capitolo burocrazia. L’attività si configura a tutti gli effetti come un’attività commerciale. Richiede pertanto oltre all’apertura della partita IVA e all’iscrizione al registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, anche la SCIA; a ciò si aggiunge la relazione di un professionista per la valutazione dell’impatto acustico e, nel caso si desideri inserire dei prodotti alimentari nelle macchine, la necessaria licenza di somministrazione di cibi e bevande.

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BUROCRAZIA

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  • Apertura della Partita Iva
  • Iscrizione al registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  • SCIA
  • Valutazione dell’impatto acustico
  • Eventuale licenza di somministrazione di cibi e bevande

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2015-06-07T07:28:05+02:007 Giugno 15|50.000-75.000 €, Commerce|