Come avviare un business di t-shirt

t-shirt

DESCRIZIONE

Celebrato dal Wall Street Journal come uno dei più redditizi tra quelli esistenti nel web, il business delle t-shirt piace e piace sempre di più. Tanto più ai giovani, affascinati da quelle decine di casi di italiani portati al successo dalle loro creazioni.

Il punto di partenza è sempre lo stesso. Si prende uno slogan, una battuta, un simbolo, un logo e lo si applica su una t-shirt. L’idea è fondamentale e deve trasmettere un concept. Deve incuriosire, fare ridere, oppure stupire. E qui riveste un ruolo fondamentale la scelta del target. Capire a chi ci si vuole rivolgere, quali sono i destinatari della propria idea e di loro sapere tutto: età, hobby, idee, pensieri, che cosa fanno, che cosa vogliono, magari cercando un contatto anche con gli operatori del settore (fornitori, distributori, commercianti).

Poi c’è la scelta della materia prima, la scelta del cotone. La qualità del tessuto è un’altra variabile importante; le magliette di cotone all’ingrosso hanno un costo che può variare molto, da 0,80 euro fino a 40, la differenza risiede tutta nella battitura. Più il cotone è battuto e pesante, maggiore sarà il costo. Scegliere prodotti scadenti, per risparmiare, non paga. Tessuti che si sbragano e si deformano già dopo qualche lavaggio non sono una buona pubblicità.

Trovata l’idea e scelto il cotone, non resta che passare alla fase di realizzazione. Esistono principalmente quattro tecniche per creare una t-shirt. La prima, che è l’ideale quando si producono meno di 200 capi, è il transfer. Il transfer consiste nell’imprimere un’immagine riprodotta su una pellicola trasparente, a caldo e  con un’apposita pressa, sulla maglietta. Offre buone prestazioni,  i colori delle decorazioni sono vivaci e brillanti e i tempi di realizzazione sono molto brevi. Di contro presenta dei limiti, in particolar modo per alcuni colori, inoltre con il passare del tempo e dopo molti lavaggi il logo tende in ogni caso a sfaldarsi. Il costo al produttore di una stampa di 10 cm realizzata con il transfer è di circa 2,8 euro.

La seconda tecnica è la serigrafia, che prevede l’impiego di telai serigrafici (uno per ogni colore che compone la scritta o il logo) e di un forno. Il sistema conviene per le grosse tirature (da 200 capi in su) e ha un resa dei colori nel tempo molto buona. Non è tuttavia ottimale per particolari molto minuti, o sfumature. Il costo al produttore di una stampa di 10 cm realizzata con la serigrafia è di circa 2,6 euro.

La terza tecnica è la stampa digitale, che prevede l’utilizzo di una particolare stampante per imprimere gli inchiostri e di un forno. Viene impiegata e consigliata soprattutto per le medie tirature (100-1.000 capi) e consente la riproduzione di foto e di immagini complesse che resistono al passare del tempo, ma anche questa ha i suoi limiti. Sconsigliata per  elevate tirature, porta a complicazioni nel caso si vogliano imprimere immagini e colori chiari su tessuti scuri. Il costo al produttore di una stampa di 10 cm realizzata con questa tecnica è di circa 2,7 euro.

Infine c’è il ricamo. Ideale per piccoli e medi marchi su tessuto, è la tecnica più raffinata e scelta per la realizzazione di lavori di classe. Ma è indubbiamente anche la più costosa ed è necessario che sia applicata da persone altamente qualificate per avere un buon risultato. Il costo al produttore di una buona  stampa di 10 cm realizzata con il ricamo è di circa 4 euro.

La scelta della tecnica da utilizzare chiaramente è personale e dipende da tanti fattori. Quello che è bene tenere sempre presente è che indipendentemente dal metodo scelto, per i costi di stampa si deve tendere a sostenere un esborso compreso tra 1 e 1,8 euro per capo, per rientrare nelle spese.

Realizzata la t-shirt non rimane che venderla . Per quanto assurdo possa sembrare, la distribuzione è il momento più importante. Esistono infatti molti prodotti scadenti che sfondano perché chi li ha prodotti ha scelto tecniche di distribuzione e di comunicazione adeguate, e invece moltissimi casi di t-shirt che non si vendono. La penetrazione nel mercato è molto lenta e la distribuzione va seguita con attenzione, senza aspettarsi da subito buoni profitti ma considerando inizialmente questo business soltanto come una fonte secondaria e integrativa di reddito. Per fare conoscere il prodotto, è necessario investire almeno 5 mila euro in pubblicità e gadget, spingendo anche con adesivi, banner ed espositori.

Vendere on-line o ai mercatini, funziona solo con i piccoli numeri, per testare il mercato. Ma permette di realizzare maggiori profitti perché si evitano i costi della distribuzione che possono sfiorare anche il 70% del prezzo di vendita di ogni capo. Un’alternativa può essere quella di scegliere degli esercizi commerciali in punti strategici e proporre di lasciare i propri capi in conto vendita. In pratica si lascia la bolla di consegna e si viene pagati ad un prezzo concordato solo sul venduto.

Infine, ultimo ma non ultimo, la tutela del prodotto. Vedersi soffiare sotto il naso un idea vincente è una cosa che capita spesso nel settore. La registrazione non solo tutela contro questo tipo di situazioni, ma permette un domani di poter rivendere un marchio che nel tempo ha acquisito un valore. Le possibilità di scelta sono due. Quella valida per il solo territorio nazionale, da effettuare presso l’Ufficio Brevetti e Marchi di Roma oppure quella valida per tutto il territorio comunitario, presso l’Ufficio dei Marchi Comunitari di Alicante, in Spagna. La registrazione ha una durata di 10 anni, può essere protratta per altri decenni, e ha un costo che varia in funzione del numero di classi di prodotti o servizi da tutelare. In genere per tutelarne una, sul solo territorio nazionale la spesa è di 160 euro. Per tutelarne una su tutto il territorio comunitario invece si spendono circa 200 euro, cui bisogna aggiungerne altri 850 di tassa di registrazione vera e propria.

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BUROCRAZIA

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  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio
  • Apertura della Partita Iva e del Conto Fiscale
  • Inps e Inail

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INVESTIMENTI

Descrizione Costo
Pubblicità 5.000 €
Registrazione comunitaria 1.000 €
Totale 6.000 €

 

2014-02-08T11:05:44+02:005 Ottobre 13|1.000-10.000 €, Commerce|