Come aprire una cozzeria

DESCRIZIONE

È un mollusco popolare e a differenza delle ostriche, che evocano ambienti chic e forse un po’ snob, piace proprio per questo. È la cozza. Segni particolari? Poco costosa, adatta come ingrediente in vari piatti e oltretutto facile da coltivare. L’Italia ne produce circa 120 mila tonnellate all’anno, 35 mila solo a Taranto, ma mentre all’estero e soprattutto in Belgio e Francia, le moullerie spopolano, qui da noi i locali “a tema” sul mollusco nero sono ancora rarità. Malgrado quelli che ci siano facciano affari d’oro. Essere monotematici facilita infatti la gestione e crea grande interesse, soprattutto in fase di avvio, che se sfruttato adeguatamente vuol dire ottimi ritorni, nonostante certo, aprire un’attività di questo tipo comporti un rischio maggiore rispetto ad un comune ristorante.

La burocrazia è notevole (v.riquadro) ma gli investimenti sono contenuti e non sono necessarie particolari attrezzature. Per partire sono sufficienti 50 mila euro, che si possono recuperare nel corso di un biennio. L’investimento più oneroso è quello per la licenza, mentre il costo che pesa di più è quello del personale.

Per chi vuole intraprendere questo business, tre sono i punti di attenzione. La scelta dei fornitori, che in genere cambiano a seconda della stagione, dalla zona tirrenica durante l’estate a quella adriatica in inverno. La lavorazione, dato che le cozze vanno pulite e controllate singolarmente, servendosi del lavoro di una persona che tolga manualmente i filetti. Ed infine la scelta del prezzo. Una porzione in genere si fa con 1 Kg di cozze, ad un costo massimo di 3 euro circa. Il prezzo finale non deve superare i 15 euro per avere un cliente contento e che soprattutto ritorni.

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BUROCRAZIA

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  • Autorizzazione Comunale (licenza)
  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio
  • Apertura della Partita IVA e del Conto Fiscale
  • Inps e Inail
  • Agibilità del locale mediante richiesta al Comune
  • Dichiarazione al Comune per la sorvegliabilità dei locali
  • Dichiarazione al Comune di inizio attività nel settore alimentare (DIA)
  • Igiene degli alimenti (Haccp)
  • Autocertificazione valutazione del Rischio e Sicurezza
  • Richiesta al Comune di autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico (se si vogliono mettere i tavoli all’esterno)

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INVESTIMENTI

Descrizione Costo
Locale e licenza 50.000 €
Totale 50.000 €

 

2014-02-08T10:57:02+02:004 Novembre 13|50.000-75.000 €, Food|